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D.M. 18/09/2001 n. 468
- Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. In corso di elaborazione. Comune - Località. Manfredonia, Monte Sant'Angelo.
- Tipologia dell'intervento. Bonifica area industriale con discariche annesse, tratto di mare antistante lo stabilimento industriale; bonifica delle discariche di RSU Conte di Troia, Pariti I e Pariti II.
- Perimetrazione del sito. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: stabilimento agricoltura S.p.a. in liquidazione, ex Enichem; area di proprietà Enel; tratto di mare antistante lo stabilimento industriale, esteso per 3 km dalla linea di costa.
-La superficie dell'area perimetrata è pari a circa 201 ettari mentre l'area a mare è pari a circa 8,6 km2. Lo stabilimento ex Enichem è ubicato in località Macchia di Monte Sant'Angelo, a circa 1,2 Km da Manfredonia e 15 Km da Monte Sant'Angelo. Lo stabilimento è suddiviso in dieciassette aree denominate Isole separate da strade. A servizio della strutuira industriale sono disponibili un raccordo ferroviario ed il porto industriale. Lo stabilimento negli ultimi cinque anni di produzione ha prodotto fertilizzanti azotati per uso agricolo, prodotti chimici utilizzati nel settore delle fibre
artificiali e tecnopolimeri e/o nel settore degli intermedi aromatici: urea, solfato ammonico, fertilizzanti composti, ammoniaca, caprolattame, acido benzoico e benzaldeide. I principali impianti produttivi presenti nello stabilimento sono costituiti da: centrale termica; impianti urea 1 e 2, ammoniaca, purificazione caprolattame, polimerizzazione caprolattame, benzaldeide, trattamento acque di scarico e trattamento fanghi biologici; stoccaggi di ammoniaca, toluolo, fuel oil, cloro, soda caustica e caprolattame; discariche di seconda categoria tipo B e C; inceneritore di reflui industriali. Attualmente lo stabilimento, in via di liquidazione, ha sospeso tutte le attività produttive mantenendo in vita la centrale a vapore, per il riscaldamento di alcuni apparati di sicurezza, e l'impianto di trattamento "TAS", utilizzato in passato per il trattamento delle acque di scarico degli impianti. Nel 1976 ci fu un'esplosione nella colonna 71/C dell'impianto di ammoniaca, che procurò la fuoriuscita di arsenico. L'area di proprietà ENEL, ubicata ad est dello stabilimento agricoltura, non è mai stata oggetto di insediamenti produttivi. Le discariche di RSU, Conte di Troia, Pariti I e Pariti II presentano le seguenti caratteristiche: Conte di Troia: cava dismessa di calcarenite (tufo calcare) adibita a discarica dal 1988 e dismessa nel 1991; Pariti I: cava dismessa di calcarenite (tufo calcare) adibita a discarica nei primi anni 1960 e dismessa nel 1988; Pariri II: discarica autorizzata nel 1993, salvo che per un modulo attivato ex
art. 12 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982, realizzataall'interno di una cava dismessa di calcarenite (tufo calcare). È ancora in esercizio solo il terzo lotto funzionale.
- Principali caratteristiche ambientali. Lo stabilimento Enichem sorge ai piedi del promontorio garganico, su un tratto di piana costiera che si raccorda ai rilievi calcarei dell'entroterra attraverso una ripida ed estesa scarpata. In corrispondenza della piana costiera, tali rocce costituiscono il letto di una estesa copertura ghiaioso sabbiosa e limosa, di origine prevalentemente alluvionale o detritica, il cui spessore, in corrispondenza dello stabilimento, raggiunge i 25 m s.l.m. La successione stratigrafica è quindi costituita, dal basso verso l'alto, da: calcari ben stratificati, fratturati e a lungo carsificati; copertura di ciottoli calcarei a spigoli arrotondati immersi in una matrice sabbioso-limosa (70% del deposito). La notevole eterogeneità e la spiccata anisotropia del mezzo non consentono di valutare con precisione il coefficiente di permeabilità dell'acquifero; vista la limitata estensione del bacino e i bassi valori delle portate emunte si può dire che l'acquifero è a bassa potenzialità idrica e a permeabilità non elevata. La permeabilità aumenta ad est dello stabilimento nella zona inizialmente scelta per l'insediamento dell'impianto termoelettrico (Enel), con calcari a luoghi intensamente carsificati con cavità anche comunicanti con l'esterno. La falda idrica è sostenuta dall'acqua di mare, che si rinviene anche a distanza dalla costa (10 - 15 km); la superficie piezometrica degrada verso il livello del mare in cui si riversa (con flusso idrico in direzione sub perpendicolare alla costa).
- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime indicano un fabbisogno di circa duecento miliardi.
- Piano di caratterizzazione. A seguito dell'approvazione formale del piano di caratterizzazione dei suoli e delle acque di falda è stata effettuata la loro caratterizzazione nelle aree interne allo stabilimento Enichem, comprese le aree vendute a terzi. In particolare sono state effettuate le seguenti indagini: caratterizzazione dei terreni (su maglia 25x25); caratterizzazione delle acque sotterranee (1 piezometro ogni dieci stazioni di campionamento dei suoli); caratterizzazione delle discariche secondo i criteri della norma UNI 10802/1999; Sono in corso di svolgimento le indagini di caratterizzazione sulle seguenti aree: tratto di mare antistante lo stabilimento; area di proprietà Enel. La caratterizzazione dei sedimenti marini prevede il campionamento dell'intero fronte di affaccio dello stabilimento, in ragione di 3 prelievi ogni 100 metri; Per quanto riguarda l'area ENEL non sono presenti indizi di contaminazione dei terreni, fatta eccezione per un settore localizzato a ridosso del confine meridionale dell'area Enichem (100 x 10 m), dove è stata riscontrata una concentrazione di IPA più tossici (crisene) e di fenoli superiore a quelle indicate dal D.M. n. 471/1999 per le aree a destinazione d'uso industriale; per quanto concerne l'acqua sotterranea, in un campione prelevato da una cavità carsica presente nel sito è stato riscontrato un elevato contenuto salino (solfati e cloruri), dovuto presumibilmente all'ingressione delle acque marine, ed il superamento della concentrazione limite per l'ammoniaca e per alcuni solventi aromatici (toluene e xilene).
- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stata completata la rimozione degli stoccaggi di sali sodici per un totale di circa 30.000 t. Per i seguenti progetti è in corso l'attività istruttoria: progetto preliminare di messa in sicurezza della falda mediante barriera idraulica, realizzata attraverso sessantasei pozzi di ricarica con acque di caratteristiche conformi alla tabella 21 dell'allegato 1 del Decreto legislativo n. 152/1999 (portata totale immessa pari a circa 200 mc/ora); progetto preliminare di bonifica della falda con emunzione a monte della barriera di immissione. L'acqua emunta dovrà essere trattata al livello delle migliori tecnologie disponibili; messa in sicurezza dei terreni (impermeabilizzazione superficiale delle aree contaminate con raccolta e trattamento delle acque meteoriche): pavimentazione in c.a., asfaltatura e posa di materassini bentonitici delle isole 12, 14, 16 e 17 nonchè dell'area s.o.; messa in sicurezza delle discariche: svuotamento di quelle contenenti rifiuti pericolosi, impermeabilizzazione della discarica di inerti, smaltimento dei rifiuti contaminati da arsenico in una discarica esterna allo stabilimento di tipologia adeguata (presumibilmente 2C). In alternativa è in studio la possibilità di detossificare i rifiuti al fine di smaltirli in una discarica 2B, interna allo stabilimento; saranno eliminate le discariche ubicate nelle isole 12, 14 e 17; progetto preliminare di bonifica dei terreni: decorticazione dei terreni contaminati da arsenico sino a raggiungere i valori previsti nel regolamento per i siti industriali e loro conferimento in discarica, previo trattamento di detossificazione; bonifica e ripristino ambientale dei terreni inquinati da caprolattame mediante processo di landfarming. Per quanto concerne le discariche esterne è stato predisposto dal comune di Manfredonia un progetto di bonifica riguardante le discariche Conte di Troia e Pariti I. Per Pariti II è stato predisposto il progetto di messa in sicurezza del lotto attivato ex art. 12, Decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982. Comune - Località. Brindisi.
- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale, bonifica dell'area marina antistante comprensiva dell'area portuale, bonifica dell'invaso del Cillarese.
- Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: stabilimento petrolchimico; industrie metallurgiche; industrie farmaceutiche; centrali per la produzione dell'energia elettrica; discarica di idrossido di calcio (V = 1,5 milioni di mc); area agricola compresa tra la centrale Enel di Brindisi Nord, il polo chimico e la centrale Enel di Cerano Brindisi Nord; discarica abusiva di rifiuti urbani; aree di abbandono di rifiuti provenienti da demolizioni industriali e non; bacino artificiale del Cillarese; grandi fosse settiche di sedimentazione dei reflui organici della città di Brindisi; capannoni della ex SACA, contenenti residui di amianto; area marina antistante comprensiva dell'area portuale. Il territorio in questione che ha un'estensione complessiva di aree private pari a circa 21 km2 e pubbliche di circa 93 km2 e si affaccia sul settore meridionale del mare Adriatico con uno sviluppo costiero di circa 30 km. La popolazione residente nelle zone limitrofe al sito in oggetto costituisce circa 1/3 dell'intera popolazione regionale. Il territorio è compreso nell'area dichiarata "Area ad elevato rischio di crisi ambientale" nel 1990. La dichiarazione è stata reiterata nel luglio del 1997. Con Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 1998 è stato approvato il "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Brindisi". Pur in assenza di un censimento puntuale dei siti degradati, è nota la presenza nel territorio in questione di zone, interessate da attività estrattive (cave attive e/o esaurite) e non, che presentano fenomeni di degrado e dissesto localizzato. Molte di esse sono state infatti utilizzate come discariche abusive di rifiuti; basti ricordare l'ansa valliva di fiume Grande, colmata da terreni riportati di dubbia origine, e la sponda destra del canale di fiume Piccolo, oggetto di sversamenti di oli combustibili. Discariche di rifiuti industriali sono state individuate nell'area Montedison (fanghi al mercurio, ceneri, scorie di forni e delle colonne di distillazione, etc.). Coperture in eternit da sottoporre a bonifica sono presenti in aree industriali ed in area portuale. Risultano inoltre presenti nell'area industriale oltre 100.000 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi in parte derivanti da attività produttive dismesse. La discarica di idrossido di calcio, che ha una superficie di circa 50 ettari, occupa parte dell'area umida nota come "Saline Foggia di Frau", di interesse regionale e nazionale, mentre "l'area agricola è soggetta a fall-out delle particelle solide provenienti dalle emissioni delle centrali termoelettriche e dell'industria chimica. Il bacino del Cillarese è inquinato sul fondo dalle particelle solide dei reflui organici provenienti dal comune di Mesagne (Brindisi). Le grandi fosse settiche venivano utilizzate dall'acquedotto pugliese per la sedimentazione dei reflui organici della città di Brindisi prima dello smaltimento in mare; attualmente, dopo la realizzazione dell'impianto di depurazione di fiume Grande, sono in stato di abbandono con forte inquinamento dei terreni circostanti le vasche stesse. I capannoni ex SACA, ubicati nell'ansa valliva del canale Cillarese, hanno coperture costituite da materiali a base di amianto ed inoltre è probabile che nelle immediate vicinanze di essi siano stati smaltiti rifiuti pericolosi (fonte comune di Brindisi). Si hanno inoltre evidenze di inquinamento salino e batteriologico della falda riconducibili rispettivamente a emungimenti abusivi, dispersione di reflui non adeguatamente depurati, infiltrazioni di prodotti chimici utilizzati in agricoltura, dispersione nel suolo e nel sottosuolo di liquami zootecnici, rilascio di percolato proveniente da discariche con il fondo non impermeabilizzato o abusive. Le analisi effettuate in passato sui corsi d'acqua superficiali hanno comunque evidenziato un notevole livello di inquinamento batteriologico ed una rilevante presenza di sostanza organica. Le cause identificabili sono le immissioni di reflui civili non adeguatamente trattati, gli scarichi industriali, gli scarichi non collegati alla rete fognaria, gli sversamenti abusivi di acque di vegetazione.
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Enti locali, Protezione civile, Università
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Agricoltura, Artigianato, Alberghi, Balneazione, Spettacolo, Turismo
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